Studio Medico Specializzato

in

ALLERGOLOGIA

LOGOPEDIA

www.medicosansone.it

31 maggio 2006 - 31 maggio 2018

12 anni di web !

dr Luigi SANSONE Medico-Chirurgo, specializzato in Allergologia e Immunologia Clinica. Allergopatico egli stesso.

Autore, relatore e consulente Medico-Scientifico.

Socio fondatore della accademia italiana di citologia nasale

dottoressa Martina SANSONE dopo aver orientato i suoi studi alla formazione scientifica, si e' laureata con il massimo dei voti in Logopedia e, nel 2016, ha ottenuto l'attestato del corso di alta formazione in Vocologia Artistica diretto dal prof. Franco Fussi presso la Universita' di Bologna.

La Logopedia e' una branca della Medicina che si occupa della emissione del respiro e dei suoi effetti sonori. Cura i disturbi della Voce, della Comunicazione, della Deglutizione e delle loro consequenze, ad esempio, su apprendimento e socializzazione.

La Vocologia Artistica e' la scienza delle abilita' vocali. In particolare, si occupa dei disturbi della voce di artisti (cantanti, attori, musicisti di strumenti a fiato)e di altri professionisti (oratori, relatori, speaker). Utilizza tecniche specialistiche per migliorare la perfomance vocale.

http://www.voceartistica.it/

Nota:

questo Studio non ha mai aderito all'uso commerciale di mezzi a pagamento per incrementare la visibilità sui motori di ricerca perché la considera una pratica contraria alla corretta informazione del Cittadino

Le immagini contenute in questo blog provengono dagli archivi dello Studio Medico Sansone - Foggia, salvo diversa indicazione.

↑ E' dimostrato che un vero stile di vita rurale protegge dalle manifestazioni allergiche.

Studio Medico L.A. Sansone - Foggia, dal 1983

Malattie Allergiche e Sanita' Pubblica

La consultazione del sito e' libera.

Per consulti professionali online: info@medicosansone.it

La consultazione online non sostituisce la visita specialistica.

Riceve per appuntamento in Foggia (Puglia, Italia Meridionale)

Telefono mobile: 339.76.47.153

INDICE DEGLI ARGOMENTI

Il Prurito

La Diagnostica Allergologica

La Citologia Allergologica

La Citologia nasale

La Citologia congiuntivale

La Dieta Diagnostica

La Diagnostica Molecolare

La cura delle allergie

ATTIVITA' di RELATORE

gli incontri scientifici sono una preziosa occasione per confrontare le proprie idee con quelle degli altri

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"La Malattia come percorso di un segnale molecolare". Relatore: L. Sansone.VI Congresso Nazionale G.C.ORL - Salerno 17 novembre 2018

"La terapia con farmaco biologico nell'orticaria cronica spontanea. Gestione ospedale-territorio". Relatore per il Territorio: L. Sansone - Foggia, 13 ottobre 2018

Corso ECM promosso dal DSS FG 59 - direttore: G. Mescia. "La Malattia come percorso di un segnale molecolare". Relatore e direttore scientifico: L. Sansone. Ordine dei Medici di Foggia, 6 ottobre 2018

Uso degli strumenti aerofoni nella terapia non medicalizzata delle broncopatie ostruttive

Back to the future. L'Allergologia Territoriale in rete corso ECM. Castellana Grotte, 12 maggio 2018

L’accesso alla prestazione specialistica allergologica. La spirometria

Incontri con i Medici di Medicina Generale. Studio medico associato via Carelli, 14. Foggia, 21 novembre 2017

Le Allergie del mondo occidentale nell’attuale Sistema Sanitario

La Malattia e' una entità immateriale condizionata dal percorso di un segnale.

Manuale per Medici e Pazienti 356 pagine, 122 figure, 32 tabelle. Autore: Luigi Sansone. Stampato in proprio, novembre 2017

Orticaria spontanea cronica. Condivisione del percorso ospedale-territorio. L’aggiornamento della prescrizione medica alla luce della moderna farmacologia nella realta' del nostro Territorio.

Relatore, Luigi Sansone Meeting su omalizumab, Foggia, 16 settembre 2017

La Malattia come percorso di un segnale molecolare.

IX congresso nazionale A.I.C.NA. Relatore: Luigi SANSONE. Roma, 15 settembre 2017

Asma care, Web meeting

Relatore, Luigi Sansone

Foggia, ASL FG - 14 giugno 2017 IV

La valutazione funzionale delle basse vie aeree. L'esame spirometrico, teoria e pratica.

Congresso Gruppo ORL Campano: Corso satellite. Relatore, Luigi SANSONE. Salerno, 17,18,19 novembre 2016

La metaplasia mucipara è la risposta più frequente nella sorprendente vitalità della mucosa nasale

XV Congresso nazionale A.I.O.L.P.: , Luigi SANSONE. Vasto, 21-22 ottobre 2016

La metaplasia mucipara come fase critica delle rinopatie croniche cellulo-mediate

VIII Congresso nazionale A.I.C.NA. : moderatore relatore Luigi SANSONE Bari, 8 settembre 2016. Bari, 8 setembre 2016

Asma & Pain. Incontro ECM con i medici. Relatore per l'Asma, Luigi SANSONE. Foggia, Hotel Cicolella, 28 giugno 2016

La corretta gestione PDTA Ospedale / Territorio

Advisory Board approccio cross-funzionale nella gestione della orticaria cronica spontanea; la realta' di Foggia. Gestione del paziente con orticaria cronica spontanea. La valutazione clinica del paziente con orticaria cronica: la diagnosi e la definizione di severita'. Terapia: cosa spinge la scelta? La durata del trattamento e la gestione delle recidive. Relatore: Luigi SANSONE Foggia, ASL FG e Azienda Ospedaliera-Universitaria, 29 ottobre 2015

Immunologia del M.A.L.T. Proposta di revisione della definizione di malattia

7 ° Congresso Nazionale dell'Accademia Italiana di Citologia nasale Napoli 11-12 settembre 2015 Relatore: Luigi SANSONE

Malattie respiratorie croniche nella pratica ambulatoriale. Opzioni praticabili e obiettivi raggiungibili

Progetto M.A.RE.A. Foggia, 16 giugno 2015 Direttore e supervisore: L. A. Sansone e U. Vincenzi

Immunologia del M.A.L.T.

Le vie respiratorie superiore e inferiore nel bambino: problemi e trattamenti. Corso per medici. Relatore: Luigi SANSONE Trani, 11-12 aprile 2015, Palazzo San Giorgio

E.C.M. per medici - Innovazione nell’ asma bronchiale: strategie per ottimizzare la gestione del paziente bronco-ostruito. Direttore e relatore scientifico: L.A. Sansone. 7 marzo 2015 - Auditorium Santa Chiara - Foggia

6 ° Congresso Nazionale a.i.c.na. Vasto, 12 a 13 settembre 2014. Presidente: dr C. De Luca Citochine immunoregolatorie. Relatore: L.A. Sansone La malattia non è un fatto anatomico od un lungo elenco di entità biologiche o sintomi. La malattia è un'entità immateriale determinata dal percorso di un segnale. La definizione della malattia coincide con quella di informatica: Elaborazione automatica di informazioni.

Pneumologia, lavori in corso, quale futuro? Rinite allergica: dalla diagnosi alla terapia. Auditorium Convento di San Matteo. San Marco in Lamis - Foggia 10 Maggio 2014 09:00 relatore: L.A. Sansone La diagnosi di rinite allergica e' un ottimo banco di prova per lo sviluppo di un approccio razionale per un sistema complesso come l'essere umano. La diagnosi deve essere integrata da un esame della citologia nasale.

L'utilita' del Asino: "L'allergia al latte." Citta' di Ascoli Satriano. Associazione melodico. Auditorium Santa Maria degli Angeli. 10 Maggio 2014, ore 18.00 p.m. relatore: L.A. Sansone Il latte di asina, molto simile a quello umano, merita attenzione nel campo della allergia al latte vaccino a causa della sua tollerabilita' e gradevolezza, di gran lunga superiori a quelle di liquidi estratti dalla soia.

De-regolazione del sistema immunitario. V congresso annuale. A.I.C.N.A. Torino - relatore: L.A. Sansone, 14 settembre 2013

Allergie del mondo occidentale. Corso ECM. Ordine dei medici di Foggia - 16 novembre 2013 relatore: L.A. Sansone

La rinite vasomotoria allergica: dal sospetto alla diagnosi. Rinite e poliposi nasale. A.I.C.N.A. corso di aggiornamento Ri.po.n.- per medici specialisti. 3 maggio 2013 relatore: L.A. Sansone Per i pazienti con poliposi nasale è necessario chiarire se vi è una deregolazione della mucosa nasale. Cio' e' reso facilmente possibile effettuando un esame citologico.

Test allergologici: come eseguirli, come interpretarli. II Master avanzato dell'Accademia Italiana per nasale citologia. Bari, 22 novembre 2012. Relatore: L.A. Sansone In contrasto con la loro semplicità, i test cutanei sono in grado di fornire risultati piu' completi rispetto a quelli ottenibili mediante i test sierologici. L'allergologia molecolare deve essere utilizzata testando alcune molecole, per risolvere dubbi sulla gravita' del rischio anafilattico in pazienti selezionati.

Corso di aggiornamento ECM di Allergologia per medici e infermieri. Sistema sanitario nazionale italiano. Unita' Sanitaria Locale - Foggia (Italia). 17 novembre 2012 Relatore: L.A. Sansone

L'uso terapeutico di strumenti aerofoni. IV Congresso Nazionale dell'Accademia Nazionale Italiana di Citologia nasale. 13 settembre 2012 relatore: L.A. Sansone Oltre a prescrivere i tradizionali esercizi di riabilitazione nel paziente bronco-pneumopatico, il Medico deve tener presente che esiste una effettiva utilita' per il paziente nella pratica musicale con strumenti a fiato.

Sito web www.medicosansone.it Allergologia basata sulla evidenza: ci sono due modi per fare una cosa. Uno e' far finta di farla, l'altra e' farla davvero. 31 maggio 2006.

INDICE DEGLI ARGOMENTI

Il Prurito

La Diagnostica Allergologica

La Citologia Allergologica

La Citologia nasale

La Citologia congiuntivale

La Dieta Diagnostica

La Diagnostica Molecolare

La cura delle allergie

L'approccio di un Medico alla Allergia non puo' ridursi soltanto alla ottusa prescrizione di un anti-istaminico ma deve indagare la formidabile complessità dell'organismo umano e del suo sistema di difesa, immaginandone gli eventi cellulari.

Il Medico deve coltivare la capacita' di costruire una strategia preventiva e curativa per ogni singolo paziente, per renderlo piu' libero, non piu' schiavo.

Ogni paziente deve collaborare evitando di adeguare il proprio comportamento a modelli di vita che si sono dimostrati irrazionali e dannosi.

D'altra parte, e' giunta l'ora di aggiornare la definizione di malattia affinche' essa sia di aiuto pratico al Medico, e di orientamento per i suoi doveri a favore delle Persone malate attraverso la Diagnosi, la Prevenzione, la Cura ed una informazione corretta, completa ed alternativa:

La Malattia non e' una diversita' anatomica ma una Entita' Biologica immateriale, assimilabile ad un Sistema Complesso Adattativo,

determinata dal percorso di un segnale molecolare (L. Sansone, 2014-2017)

Come spesso accade nel comportamento umano, spesso, molti medici e pazienti parlano del problema che li ha fatti incontrare senza mostrare di voler trovare una soluzione effettiva, la più efficace e diretta possibile.

E' disponibile la ultima edizione del

manuale di Allergologia per Pazienti ed Operatori della Sanita'

"Le Allergie del mondo occidentale nell'attuale sistema sanitario".

Per info:

info@medicosansone.it

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Il giuramento di Ippocrate - Testo Moderno:

Consapevole dell'importanza e della solennita' dell'atto che compio e dell'impegno che assumo,

GIURO:

di esercitare la medicina in liberta' e indipendenza di giudizio e di comportamento;

di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell'uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilita' e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale;

di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di un paziente;

di attenermi nella mia attività ai principi etici della solidarieta' umana, contro i quali, nel rispetto della vita e della persona non utilizzerò mai le mie conoscenze;

di prestare la mia opera con diligenza, perizia e prudenza secondo scienza e coscienza ed osservando le norme deontologiche che regolano l'esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione;

di affidare la mia reputazione esclusivamente alle mie capacita' professionali ed alle mie doti morali;

di evitare, anche al di fuori dell'esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il prestigio e la dignita' della professione;

di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni;

di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalita', condizione sociale e ideologia politica;

di prestare assistenza d'urgenza a qualsiasi infermo che ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamita', a disposizione dell'Autorita' competente;

di rispettare e facilitare in ogni caso il diritto del malato alla libera scelta del suo medico tenuto conto che il rapporto tra medico e paziente e' fondato sulla fiducia e in ogni caso sul reciproco rispetto;

di osservare il segreto su tutto cio' che mi e' confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell'esercizio della mia professione o in ragione del mio stato.

Ci sono due modi per fare una cosa; uno e' far finta di farla, l'altro e' farla

(Studio Medico L.A. Sansone - Foggia)

Occorre entrare nei problemi, non rimanere in superficie. Un paziente diligente riferisce sinteticamente, ma senza trascurare nulla, i sintomi ed i fatti che lo hanno portato a chiedere l'aiuto del medico. Un buon Allergologo e' in grado di chiarire, in tempi brevi, se i disturbi di un paziente, etichettati come "allergia", siano realmente correlabili a una specifica allergia oppure no.

Entrare dentro i problemi e' faticoso e richiede pazienza e tempo ma e' molto piu' soddisfacente rispetto al rimanere su un livello puramente teorico, che vada bene per tutti. Spesso, i miei pazienti riferiscono che e' stato attriubuitla l'origine della loro malattia all'ansia o allo stress senza acquisire un numero sufficiente di dati anamnestici, clinici o strumentali. Cosi' si rimane in un mondo di enunciati teorici che vadano bene per tutti e non creino ansie. Questo non va bene. E' del tutto improduttivo. Un buon Medico deve verificare ed utilizzare, nella pratica quotidiana, l'enorme quantita' di informazioni e di dati messi a disposizione dalla continua attivita' della Ricerca Scientifica che, altrimenti, perderebbe il significato stesso della sua esistenza. Della Ricerca Scientifica deve utilizzare anche la metodologia, basata sulla Evidenza dei risultati.

L'approccio scientifico ai problemi del paziente allergopatico e' quello necessario per lo studio dei sistemi complessi adattativi.

Un Allergologo dovrebbe aver sviluppato competenza per la cura delle allergie perche':

1.ha conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia al termine del corso di 6 anni di studi universitari;

2.ha superato l'esame di abilitazione all'esercizio professionale di Medico - Chirurgo;

3.ha conseguito il diploma di specializzazione nella diagnosi e nella cura delle Allergie;

4.ha maturato la esperienza necessaria affrontando un adeguato numero di casi clinici.

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Nel corso dei suoi studi, l'Allergologo non può non rendersi consapevole che la malattia NON e' un effetto dello stress e dell'ansia ma e' il percorso di un segnale molecolare. Lo "start" della sequenza di segnali è dato dal "software" genetico:

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La Medicina Moderna e' MOLECOLARE anche nella terapia, oltre che nella diagnosi. Curare significa capire ed intercettare, quando possibile, il segnale patogeno:

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Nella immagine sopra, l'effetto benefico, al controllo spirometrico (FEV 1 + 22%; FEF 75 + 24%; FVC + 22%), di una singola dose di un farmaco moderno, il Mepolizumab (anticorpo monoclonale anti-IL5) dopo 1 mese, in un paziente in trattamento da anni con farmaci convenzionali ed ITS.

Un sistema complicato (meccanismo) come ad esempio un saxofono puo' essere analizzato in tutte le sue componenti e riprodotto perfettamente (e' ripetibile). Come in un sistema complesso, un dettaglio, trascurabile, puo' essere letale, un difetto, enorme, puo' essere benefico, un vantaggio, evidente, puo' essere inutile, addirittura dannoso.

Ma un sistema complesso (organismo) puo' essere analizzato con difficolta' assai maggiore. Anche se ne sia capita la manifestazione finale, e' molto piu' difficile che possa essere riprodotto o riparato perfettamente (e' irripetibile). Il primo a correlare i concetti dei Sistemi Complessi ai sistemi biologici fu lo scienziato russo Ilya Prigogyne, premio Nobel per la chimica 1977).

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L'organismo umano e' un tipico esempio di Sistema Complesso Adattativo.

Il tessuto linfatico associato alle mucose (M.A.L.T.), profondamente coinvolto anche nei fenomeni allergici, e' presente in tutti gli organi in comunicazione con il mondo esterno (congiuntive degli occhi, apparato respiratorio, tubo gastrointestinale, organi uro-genitali) ed e' la componente piu' importante degli organi secondari facenti parte del Sistema Immunitario).

Nelle immagini, schemi del tessuto immunologico associato alle mucose ( M.A.L.T.) ↓

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Il Biosignaling (= biosegnalazione) è un sistema molecolare che rappresenta un mezzo fondamentale per il funzionamento di un organismo. Si tratta di un sistema molto integrato in cui moltissime variabili si integrano a vicenda. Quello delle citochine è soltanto un settore del fitto sistema di segnali che agiscono fra le cellule. La figura ↓ schematizza in modo semplificato le interazioni intercellulari mediate dalle citochine.

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Un esempio di estremo interesse, nel campo della biosegnalazione ossia della trasmissione e della ricezione di segnali, è dato dallo sviluppo di una notevole varietà di recettori :

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Il recettore per i suoni, nel corso della evoluzione, ha raggiunto un livello di formidabile sofisticazione:

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Per quanto riguarda il contributo dello studio molecolare alla conoscenza delle malattie, risulta difficile comprendere come si possa negare il progressivo vantaggio registrato, nel corso del tempo, dall'uso delle vaccinazioni anti-infettive (vedi immagini sotto ↓)

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ALLERGIE e INTOLLERANZE SONO IN AUMENTO IN TUTTO IL MONDO

In tutto il mondo cosiddetto civilizzato si assiste da molto tempo a un progressivo incremento del numero dei soggetti allergopatici che soffrono, cioe', in conseguenza del contatto con sostanze di natura diversa che sono contenute nell'aria, negli alimenti, nei farmaci o che vengono a contatto con la pelle o con le mucose. Queste sostanze sono dette "allergeni".

L'incremento delle allergie e' in relazione non tanto con fattori genetici ereditari quanto con stimoli ambientali collegati allo stile di vita. Mentre prima l'allergia era una caratteristica un po' "snob", che interessava pochissime persone, oggi e' diventato un problema "popolare" che danneggia la vita di una percentuale che puo' arrivare al 30% della popolazione dei paesi occidentali, il che e' una cifra enorme che non esiste per nessuna altra patologia umana.

I contadini (veri) non soffrono quasi affatto di allergie rispetto ai cittadini. D'altra parte si e' visto, grazie a studi fatti su settantenni trapiantati dalla campagna in citta', che anche questi soggetti possono cominciare a manifestare disturbi allergici, senza limiti di eta', se cambiano lo stile di vita.

Modello di vita rurale ↓

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Il modello rurale della abitazione e l'uso di una tecnologia costruttiva semplice, la presenza del camino per il riscaldamento,

la chiusura non ermetica degli infissi, la temperatura non uniforme della abitazione, non facilita lo sviluppo di allergeni come l'acaro domestico

Sono stati individuati i seguenti fattori che, direttamente o indirettamente, favoriscono lo sviluppo di allergie o intolleranze:

1. Una alimentazione ricca di additivi chimici necessari alla conservazione degli alimenti industriali e motivata da considerazioni prettamente commerciali.

2. L'uso spesso immotivato di detergenti, sbiancanti, ammorbidenti, disinfettanti nel ciclo igienico domestico per la cura degli indumenti e del vasellame.

3. L'abuso di antibiotici e di altri farmaci.

4. La assenza di esposizione ai microbi gram -, contenenti lipo-polisaccaridi importanti nella programmazione di una immunita' naturale.

Purtroppo, l'essere umano e' caratterizzato dalla attitudine ad adeguarsi agli errori. E' da tempo dimostrato come, su 100 persone, solo 1 o 2 hanno la forza di opporsi al parere della maggioranza. Anche di fronte ad un errore evidente, 98 o 99 persone su 100 si adegueranno a quello che e' il parere della maggioranza.

Uno degli approcci piu' adeguati per rendersi conto delle varie problematiche collegate alle allergie e' quello informatico. Come noi, le nostre cellule vivono una vita sociale basata sulla ricezione e sullo scambio di messaggi che, in conseguenza della loro natura e qualita', possono orientare in modo assai diverso il funzionamento dell'intero organismo. Nella maggior parte dei casi, una situazione di malattia e' innescata dal un difetto strutturale o funzionale del dispositivo "informatico" della cellula: il suo acido nucleico (DNA).

Il DNA e' la nostra realta' quotidiana. La riflessione su questo dato di fatto e dovrebbe stimolare maggior interesse in ciascuno di noi.

I paesi rurali che si occidentalizzano acquisiscono, insieme ai vantaggi del "benessere", anche le diverse problematiche collegate alle allergie. Sono ormai da tempo confermati i risultati degli studi comparativi fra popolazioni di militari provenienti da ambiente rurale o cittadino come quelli sulle popolazioni della ex Unione Sovietica in seguito alla loro occidentalizzazione.

Cura ed Assistenza sanitaria. Un presupposto logico-razionale irrinunciabile, nel corso della gestione di un paziente, e' rappresentato dal rispetto rigoroso di un algoritmo, cioe' di una sequenza preordinata di passi che devono condurre medico e paziente al miglior risultato possibile con il minimo sacrificio per la collettivita'. Purtroppo, per quanto attiene alla assistenza sanitaria pubblica (in Italia SSN ed altri accreditati), e' necessario segnalare la scarsa attenzione del Sistema di governo verso i punti di vista logico-razionali, in favore di aspetti di tipo "politico". In questo modo, il denaro rappresenta piu' un problema che una soluzione:

Il Prurito

Il Prurito rappresenta il sintomo tipico della allergia ("allergia" = reazione strana). L'origine dello stimolo pruriginoso puo' avere sede periferica nel corpo ed essere associato a diverse malattie. Il prurito puo' essere originato anche nel cervello ed essere Istamino-dipendente oppure Istamino-indipendente. Il prurito e' comunque trasportato quale sensazione al cervello da fibre nervose di tipo C, da neuroni di secondo ordine che esprimono recettori per il peptide di rilascio della gastrina (GRPR) e da neuroni del tratto spino-talamico (STT), nel midollo spinale. Importanti studi nei roditori, che hanno evidenziato la esistenza di vie specifiche neuronali specifiche per il prurito, si devono a Zhou-Feng Chen ed alla sua Scuola (cfr in "Itch signaling in the nervous system, di Jeffry J, Kim S, Chen ZF Physiology (Bethesda) 2011 Aug; 286-92 Review).

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In realta', le cause di prurito possono essere moltissime. Esse comprendono problemi di varia natura, dalla piu' semplice alla piu' complessa. La pelle secca ("xerosi") puo' dare prurito, ma, oltre alle allergie ed alle intolleranze ad alimenti, cosmetici, profumi, detersivi, animali e vegetali, il prurito puo' essere originato da fenomeni infiammatori che hanno origine in organi ed apparati con meccanismi assai diversi. Cosi', puo' causare prurito un eccesso di globuli rossi come pure una infezione orinaria o una infiammazione intestinale, una cisti ovarica o una neoplasia, una infezione da virus ma anche una sregolazione del sistema colinergico oppure una intossicazione o una infestazione da parassiti.

Per questi motivi, il Medico specialista in Allergologia non puo' restringere il proprio intervento alla esecuzione di test piu' o meno interessanti. Se vuole essere efficace, l'Allergologo deve coltivare e tenere presente tutta la medicina interna umana e tranquillizzare il paziente oppure, se e' il caso, segnalare eventuali problemi emersi alla indagine, orientando il percorso diagnostico e terapeutico anche verso altre branche della scienza medica.

I risultati sono spesso inattesi.

Cause di prurito: l'acaro Neotrombicula autumnalis puo' spiegare, in ambienti agricoli, alcuni casi di prurito caratteristicamente autunnale ↓

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Tipiche malattie della sfera allergologica, di frequente riscontro, sono l'orticaria (= pomfi + prurito che, dopo essere comparsi sulla pelle di un'area del corpo, scompaiono per ricomparire in altra sede anche a breve distanza di tempo) e la dermatite allergica da contatto (D.A.C.). Il prurito da liberazione di istamina non o' correlato tanto agli "alimenti ricchi di istamina" quanto ad un difetto acquisito o congenito della attivita' degli enzimi che eliminano la istamina, derivante da un aminoacido, l'istidina, presente in moltissimi alimenti proteici. Non si tratta di una "allergia". Per i pazienti con questo difetto enzimatico esistono oggi farmaci sostitutivi dell'enzima non funzionante.

Altri esempi di malattie che possono provocare prurito:

La infezione delle vie orinarie. La sepsi orinaria da E. coli rappresenta un problema clinico frequente nella pratica quotidiana e coinvolge spesso lo Allergologo; questi e' chiamato in causa per motivi diagnostici in casi clinici nei quali l'unica manifestazione di una infezione da E. coli orinaria, o la manifestazione principale di una tale infezione, e' rappresentata da un esantema, spesso orticarioso (tipo I secondo gell e Coombs) o del tipo a immuno-complessi (eritema nodoso) (tipo III secondo Gell e Coombs). Sebbene Escherichia coli sia considerato suscettibile a diversi antibiotici, come b lattamine, trimetoprim- sulfametossazolo, ciprofloxacina, nitrofurantoina ed altri, a causa della alta prevalenza di insuccessi, la cura di una sepsi orinaria, specialmente se recidivante, e' spesso deludente per il paziente e frustrante per il Medico. Alcuni pensano che una infezione orinaria non complicata si possa risolvere con una singola somministrazione di un antibiotico. La scelta del farmaco e della durata del trattamento dipendono non soltanto dalla anamnesi del paziente e dai risultati degli esami, come l'antibiogramma, condotti sull'orina ma anche dalla tendenza del paziente a rispondere agli stimoli antigenici secondo una modalita' allergica. Nella pratica settimanale di un Allergologo, la reazione allergica alle sole b lattamine, ad esempio, rappresenta il motivo della visita allergologica di almeno una dozzina di pazienti. Il farmaco che, nella nostra esperienza, causa il maggior numero di reazioni allergologicheogici e' la amoxicillina, ampiamente prescritta dai medici di primo approccio unicamente per il suo basso costo. Infatti, antibiotici come amoxicillina hanno livelli di resistenza del 50% a causa del loro diffuso utilizzo negli anni. Ma essi restano la prescrizione piu' frequente da parte dei medici di primo approccio (Medici di famiglia, Urologi). Il Bactrim (trimetoprim+sulfametossazolo), batteriostatico, dovrebbe impedire la proliferazione dell'infezione orinaria ed e' attualmente considerato di prima scelta per ridurre le recidive di infezioni del tratto urinario nel Regno Unito, per il miglior rapporto costo-efficacia (80% delle infezioni sono risolte). Se e' presente dolore e' possibile associare un antinfiammatorio. Cefalosporine, nitrofurantoina, norfloxacina sono considerati farmaci di seconda. Peraltro, la contemporanea somministrazione di chinoloni (norfloxacina, ciprofloxacina, pefloxacina, ed antinfiammatori, aumenta il rischio di effetti collaterali sul SNC (convulsioni). La Fosfomicina Trometamolo (Monuril) e' un battericida che esplica la sua azione attraverso il blocco della sintesi della parete batterica, e' molto utilizzata in Italia .Nei casi di cistite ricorrente da Escherichia coli, la condizione e' trattata con risultati spesso improduttivi con una terapia quotidiana prolungata per mesi o con una profilassi postcoitale con svariati antibiotici. Sorprendentemente, alcuni Ginecologi hanno l'abitudine di prescrivere, a giovani donne con sepsi orinaria ricorrente e disuria, una lunga alternanza di lavande, ovuli, candelette e compresse vaginali associate ad astinenza, i cui risultati sono solitamente assai insoddisfacenti. Nella pratica clinica, oltre al trattamento antibiotico, per debellare e soprattutto prevenire le infezioni urinarie da Escherichia coli alcuni suggeriscono di bere ogni giorno generose quantita' di acqua, urinare al momento del bisogno senza trattenere l'urina, preferire la doccia al bagno nella vasca, pulire l'area genitale ed urinare dopo il rapporto sessuale, ed evitare l'utilizzo di spray e docce profumate per l'igiene intima femminile, in quanto possono irritare l'uretra. Frequente e' anche la prescrizione di fermenti lattici per via orale. Una maggiore efficacia ha, nella pratica clinica, la acidificazione del terreno vaginale mediante l'uso topico di Bacilli acidificanti. Infine, nelle operazioni di lavaggio e pulizia, e' suggerito di partire dalla vulva e scendere verso l'ano e non viceversa. Tra i rimedi naturali e' citato anche il succo del mirtillo rosso americano, che sembra inibire l'adesione del batterio alle pareti del tratto urinario. Ma l'E. coli puo' sopravvivere anche in ambiente acido (letale invece per altri patogeni) come ad esempio nei cibi fermentati quali insaccati e aceto e addirittura prolifera in condizioni di notevole acidita' della urina (con un PH uguale a 2). Pertanto, in caso di infezione, l'assunzione di mirtillo rosso, risulta inefficace se non dannosa. Un'attivita' antimicrobica diretta nei confronti dell'Escherichia coli viene spesso ascritta all'uva ursina, ma il suo effetto battericida risulta ancora incerto. Dal momento che le molecole di mannosio presenti nelle mucose si legano normalmente alle lectine dei batteri di E.coli, alcuni considerano utile somministrare D-Mannosio, questo, essendo libero nella orina, puo' far si che le cellule batteriche si aggancino a tali molecole libere e diminuiscano la loro concentrazione sulle pareti del tratto urinario, ma anche questo rimedio non trova costante riscontro di successo nella pratica quotidiana. In un lavoro precedente, abbiamo raccolto dati a favore della Immunoterapia Specifica (I.T.S.) nel trattamento della sepsi orinaria recidivante da E. coli. A tuttoggi, sembra opportuno tornare sullo argomento per suggerire, in particolare alle aziende che producono vaccini, la opportuna ri-commercializzazione di ITS per E. coli.

La infestazione da ANISAKIS rappresenta un problema dilagante dovuto ad un verme nematode parassita. La infestazione da ANISAKIS rappresenta un problema dilagante dovuto ad un verme nematode parassita. L'Anisakiasi (la malattia) e' acquisita con il consumo di pesce poco cotto o crudo, alici marinate e calamari infettati da Anisakis simplex (la specie piu' comune del genere Anisakis). Il parassita ha uno strato protettivo contro l'acido gastrico e sopravvive nella parete gastrica del suo ospite. Le larve di Anisakis simplex, che raggiungono circa 2 cm di lunghezza, si sviluppano nella forma adulta e si riproducono solo nei mammiferi marini. Il ciclo di vita di Anisakis comincia nelle feci di un mammifero marino infetto. Le feci contengono uova di Anisakis che immediatamente si schiudono in acqua di mare. Le larve vengono mangiate da piccoli crostacei che vengono mangiati da pesci (o calamari). Le larve penetrano nell'intestino e incistano nei muscoli o in altre parti del pesce. Infine un mammifero marino (o un essere umano) mangia il pesce infetto. Nell'intestino, le larve possono trovare una larva di sesso opposto ed accoppiarsi. Il ciclo di vita e' completato quando la femmina depone le uova che escono dal corpo con le feci.Negli esseri umani, durante il periodo vitale, puo' provocare diversi problemi. E' possibile che le larve di Anisakis possano determinare, a causa della reazione immunologica che dovrebbe circoscriverle nella parete intestinale, anche disturbi di competenza chirurgica (peritonite localizzata). Il pesce appena pescato deve essere eviscerato e consumato il piu' presto possibile, oppure surgelato immediatamente. Questo impedisce alle larve di Anisakis di trasferirsi dall'intestino al tessuto muscolare del pesce. Se si e' lasciato che cio' avvenisse, "abbattitori", frigorifero, congelatori, aceto, limone: tutto cio' e' inutile. "Abbattitori", frigorifero, congelatori, aceto, limone: tutto cio' e' inutile. La salatura di solito non uccide i parassiti. Il congelamento a -20 gradi Celsius per pochi giorni o la cottura a 60 gradi Celsius invece si. Nonostante la cottura, il consumo di pesce contaminato da Anisakis causa, con sempre maggiore frequenza, reazioni allergiche anche gravi. Nella nostra esperienza, sono compresi casi di reazione allergiche anche di tipo anafilattico (ricovero in reparto ospedaliero od anche in un centro di rianimazione), per consumo di tonno fresco ma anche di tonno in scatola.

L'Anisakis puo' essere ritrovato nello stomaco umano durante una gastroscopia. A seconda della gravita' dell'infestazione, puo' essere opportuna una adatta terapia medica. Le larve, possono essere rimosse chirurgicamente o durante l'esame endoscopico. I composti benzil-imidazolici (mebendazolo, albendazolo) possono uccidere le larve. www.parasitesinhumans.org

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La Diagnostica Allergologica

La cura di un Paziente deve necessariamente avere origine da una corretta metodologia che non è diversa da quella necessaria per qualunque problema sanitario:

FASE AZIONI del MEDICO
I Acquisizione di dati
II Correlazione dei risultati
III Sintesi diagnostica
IV Strategia terapeutica
V Verifica (follow-up)

(immagine tratta da L. Sansone Le allergie del mondo occidentale nell'attuale sistema sanitario, manuale di Allergologia per pazienti e operatori, pag 41, 2017)

La cura di ogni paziente deve osservare 5 fasi che prevedono, innanzitutto, la acquisizione di dati oggettivi ed anamnestici: il primo obiettivo e' pervenire ad una diagnosi sostenibile e convincente. Non e' possibile ragionare su un problema senza disporre degli elementi del problema, cioe', dei dati oggettivi. Il momento della verifica puo' richiedere ulteriori accertamenti (esami clinici, strumentali o di laboratorio), variabili da caso a caso, e rappresenta una nuova acquisizione di dati. La raccolta delle informazioni relative al Paziente in osservazione deve essere condotta da un Allergologo competente :

- L'epoca

- Il Luogo

- Le caratteristiche cliniche

- La sequenza dei fatti

- La periodicita' dei sintomi

Questi dati, attentamente registrati, devono essere analizzati per essere correlati o meno al risultato dei test allergologici e degli altri risultati eventualmente acquisiti con l'esame fisico, strumentale o di laboratorio. Purtroppo, nonostante la diffusione di protocolli nazionali ed internazionali messi a punto da tempo dagli esperti per il corretto uso dei test diagnostici, e' ancora molto frequente osservare come i medici si limitino a prescrivere il cosiddetto "RAST"(= radio allergo sorbent test), allo scopo di evidenziare una "allergia". In realta', il RAST o suoi test analoghi, non fanno che individuare la presenza di IgE specifiche (dette "reagine") per sostanze che, in assenza di un colloquio con un Allergologo competente, non e' detto siano la causa del problema lamentato dal singolo paziente in esame. Inoltre, se richiesto "a tappeto", spesso risulta essere lo stesso tecnico di laboratorio a scegliere gli allergeni da ricercare. Questo accade non solo per il veleno degli insetti imenotteri, per gli aero-allergeni quali il polline, il gatto, le muffe o l'acaro, ma anche per gli alimenti o i farmaci o altri comuni allergeni per i quali il meccanismo della eventuale reazione e' con maggiore frequenza piu' complesso di quello puramente reaginico. Basti ricordare che l'astemizolo, un anti-istaminico non piu' in commercio, bloccava per mesi la reattivita' reaginica mentre il paziente continuava a manifestare spesso tutti i suoi disturbi.

Un ulteriore esempio di come sia utile che l'Allergologo entri nel problema reale del paziente, e non che faccia finta di farlo, e' rappresentato dal laringospasmo ricorrente (pseudo-croup), una patologia frequente, occasionalmente pericolosa nel bambino, caratterizzata da affanno (dispnea inspiratoria) e con test allergologici negativi in contrasto con una sintomatologia a volte drammatica. In questi casi, anziche' ripetere inutilmente svariati tipi di test o somministrare ripetutamente farmaci da riservare al pronto soccorso, raccolta la storia del paziente, e' spesso molto piu' utile prevenire l'insorgere della sintomatologia dispnoica con una terapia mio-rilassante, restituendo spesso la tranquillita' ai pazienti ed ai loro parenti.

Le figure sotto evidenziano i muscoli della laringe (Tavole anatomiche da Chiarugi-Bucciante, modificate). Il laringospasmo e' legato alla contrattura dei delicati muscoli laringei. Ne consegue che la base della terapia dovrebbe essere la somministrazione a cicli preventivi di farmaci miorilassanti, piuttosto che la ripetizione di un continuo pronto soccorso. ↓

nn.

I TEST CUTANEI

Nei paesi Civili un PRICK TEST - ormai altamente perfezionato ed attendibile - si effettua su tutti i pazienti, dalla eta' neonatale alla morte, in qualsiasi stagione dell'anno.

I test cutanei si dividono in test a lettura immediata (PRICK test, da to prick = pungere) che consentono di ottenere il risultato in una ventina di minuti e test a lettura ritardata (PATCH = cerotto, toppa, oppure I.D. = intradermo-reazione) che consentono una corretta lettura della eventuale reazione della pelle. Il paziente deve averre la ...pazienza di tollerare, nel caso del patch test, la presenza dei supporti adesivi, eventualmente pruriginosi, per almeno 72-96 ore, dietro la schiena.

PRICK TEST

Reattivi diagnostici ↓

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Esempi di reazione allergiche positive: arrossamento, gonfiore, prurito ↓

...

In una piccola percentuale di pazienti, più spesso per alcuni allergeni (come ad esempio quello di Anisakis) la risposta al prick compare tardivamente (il giorno dopo):

...

PATCH TEST

Materiale diagnostico →

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Supporto adesivo per Patch test →

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In Allergologia, in ogni singolo paziente, si realizza un esperimento ponendo a contatto del sistema immunitario della persona in esame una serie di sostanze, potenzialmente allergeniche, scelte di volta in volta in base alla storia del paziente raccolta dall'Allergologo.

Un esempio di reazione positiva dopo un test da contatto (patch)↓

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Una manifestazione herpetica, specialmente se in sede atipica, puo' richiedere la diagnosi differenziale con la dermatite allergica da contatto↓

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Non e' inutile ricordare che, nella malattia herpetica le creme al cortisone, un "classico antiallergico", sono contro-indicate.

LA CITOLOGIA ALLERGOLOGICA

Una moderna metodologia, molto utile in Allergologia, consiste nell'esame al microscopio delle cellule implicate nel meccanismo del disturbo allergico. Esse risultano testimoni importanti dei fatti patologici e il loro reperimento e' importante non solo ai fini della diagnosi ma anche per la corretta cura del caso in esame.

Microscopio ottico trinoculare con contrasto di fase, adatto per la diagnostica allergologica ↓

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Si tratta di prelevare il campione citologico, disporlo su un vetrino da microscopia, asciugarlo, fissarlo per bloccarne i processi biochimici, colorarlo, osservarlo al microscopio trinoculare e fotografarlo. Il referto, con la documentazione microfotografica a colori, e' stampato su carta o/e inviato in formato file e consegnato al paziente o/e inviato via e-mail.

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In ogni caso, con questa tecnica, dimostrando la prevalenza di cellule o micro-organismi di una precisa tipologia rispetto ad un'altra, e' possibile perfezionare la diagnosi e, di consequenza, ottimizzare la cura del caso. In caso di rinopatia negativa o non-correlata ai test allergologici, e' privo di senso continuare a ripetere questi senza procedere con l'esame citologico nasale

LA CITOLOGIA DEL NASO

La valorizzazione della Citologia Nasale consente ogni giorno all'Allergologo, nella sua pratica clinica, di perfezionare la diagnosi rinologica nei casi con test cutanei negativi o non-correlati alla anamnesi. La pratica della Citologia Nasale consente di valutare l'aspetto fondamentale nella diagnostica rinologica che e' quello della DE-REGOLAZIONE IMMUNOLOGICA della mucosa nasale, legata allo squilibrio dei segnali intercorrenti fra le cellule del sistema immunitario, attraverso la produzione di citokine pro-infiammatorie ed anti-infiammatorie. La citologia (dal greco cutos = cellula) e' la scienza che studia le cellule. La Cellula e' la unita' funzionale di ciascun organismo. Ogni fenomeno del nostro corpo e' la risultante di fatti microscopici ed ultra-microsopici, che interessano le nostre cellule. In ogni cellula, racchiusa nella membrana citoplasmatica, si distingue il nucleo, sede del DNA, dal citoplasma, sede degli apparati energetici cellulari. Il DNA (= acido desossiribonucleico) e' da intendere, non soltanto come il depositario dei caratteri ereditari del singolo individuo, ma soprattutto come il programma, il "software" che ci consente, ogni giorno, di funzionare. Col tempo, le cellule acquisiscono informazioni che prima non avevano e, purtroppo, accumulano errori che porteranno, col tempo, alla loro fine.

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Legenda: t.i. = turbinato inferiore A = rinite allergica IT = turbinato ipertrofico V = rinite virale C = rinite catarrale RS = rinosinusite

OGNI MANIFESTAZIONE CLINICA E' UN ASPETTO DI FENOMENI CELLULARI, MICROSCOPICI, MOLECOLARI.

Ad esempio, la capacita' di fagocitare i microrganismi e di eliminarli (fagocitosi e killing ) rappresenta una funzione fondamentale del sistema immunitario ed e' facilmente espressa dai globuli bianchi prelevabili da un semplice campione del sangue venoso periferico. Fagocitosi e Killing da parte dei leucociti su particelle microbiche sono valutabili in laboratorio in base alla percentuale di cellule di candida albicans fagocitate. Le particelle di candida uccise dai globuli bianchi (killing) sono facilmente riconosciute dall'assorbimento di una sostanza colorante (blu di metilene). Questo semplice test immunologico funzionale puo' fornire una risposta documentale in casi di persistenti disturbi essudativi (rinopatie ostruttive, sinusiti, suppurazioni, ascessi, fistole, otiti).

La mucosa nasale e' accessibile dall'esterno e caratterizzata dalla presenza di un rivestimento costituito da unita' funzionali microscopiche, le cellule, con un aspetto tipico. Le cellule ciliate sono distinguibili per le mobili ciglia presenti alla loro sommita', e le cellule mucipare, producenti appunto il muco. L'insieme di queste cellule ha la funzione di creare un flusso costante di fluido che si scarica nel faringe. Tale movimento e' facilmente osservabile con una adeguata strumentazione microscopica e puo' oggi essere filmato e fotografato. Le fosse nasali, in comunicazione diretta con l'ambiente esterno, sono difese dai globuli bianchi che, se necessario, attraversano l'epitelio.

Nella immagine seguente, l'obiettivo del microscopio ha colto la silenziosa battaglia di un fagocita (PMN) contro una pattuglia di diplococchi. Molti di questi sono gia' stati uccisi dal globulo bianco, deformato dalla lotta contro i microbi ↓

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I microbi sono in grado di difendersi anche liberando all'esterno della loro cellula polimeri in forma di Biofilm, visibile con frequenza all'esame citologico nasale in corso di rinopatia. Lo strato polisaccaridico protegge i microbi dalla azione degli antibiotici e delle stesse cellule del Sistema Immunitario, cronicizzando la infezione. Un Biofilm e' un sottile strato di glicoproteine prodotto dai microbi; in questo modo essi non risultano piu' accessibili ne' agli antibiotici ne' alle cellule del Sistema Immunitario. Questo fatto e' alla origine di molte manifestazioni e molti sintomi clinici. I problemi correlati sono molteplici: dalla carie dentale alle parodontosi, dalle infezioni di protesi ortopediche a riniti croniche e sinusiti, ma anche ad esantemi microbici che, a causa del prurito associato, sono scambiati per "allergia". In queste foto digitali, biofilm all'esame microscopico di un prelievo citologico nasale:

Biofilm (colore ciano) con abbondante presenza di batteri ↓

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Cellule ciliate nasali normali in condizione di benessere viste al microscopio ottico ↓

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Un caso tipico per apprezzare la utilita' della Citologia Allergologica e' rappresentato dalle N.A.R.E.S. (cioe' riniti croniche non allergiche con eosinofilia). I portatori di questa malattia sono spesso inutilmente operati anche piu' volte al naso, senza alcun vantaggio. Invece, la corretta indagine allergologica e citologica consente di evitare interventi e sofferenze inutili, orientando con sicurezza le cure. Grazie agli studi citologici sono state scoperte altre tre forme di Rinopatie Croniche Non Allergiche Cellulo-Mediate: N.A.R.NE. (a granulociti neutrofili), N.A.R.MA. (mastocitaria), N.A.R.E.S.MA. (eosinofilo-mastocitaria).

Granulociti eosinofili prelevati dalle fosse nasali di un paziente↓

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Appare evidente la differenza fra il quadro citologico precedente e, per esempio, quello qui riportato subito dopo, segno di un fenomeno completamente diverso.

Citologia nasale: e' presente qualche "ufficiale" (linfocita) fra moltissimi "soldati" (granulociti o PMN) appartenenti all' "esercito difensivo" umano (a cui puo' essere paragonato il sistema immunitario) e qualche microbo ancora superstite.

In questo caso la soluzione del problema clinico (ostruzione del naso) si e' ottenuta senza alcuna terapia con farmaci. Abbiamo semplicemente consentito al sistema immunitario il compito di fare il suo lavoro, cioe' di eliminare i microbi responsabili dei sintomi. Fondamentale e' stata la individuazione di una rinopatia eosinofila cronica non allergica (N.A.R.E.S.) nel 1981 (Jacobs).

Con ogni evidenza, il fenomeno si basa sulla azione di segnali chemiotattici (citokine, oligo-peptidi) di varia origine (linfociti, macrofagi, cellule dendritiche, mastociti, granulociti, microbi, corpi cellulari in necrosi (necrotassi) ma selettivi per ogni popolazione cellulare target del segnale.

Il riscontro di quadri diversi e successivi nel tempo, ad esempio neutrofilo, puo' sostituire completamente un quadro eosinofilo (N.A.R.E.S.), in base alle attuali conoscenze offerte dalla ricerca scientifica, amenocche' non si voglia negare alla attivita' di ricerca scientifica la sua corrispondenza nella pratica clinica quotidiana, deve indurre chi si occupa di citologia nasale ad aggiornare le sue diagnosi in termini di reversibilita'.

In altre parole, e' necessario esprimere la diagnosi citologica, al termine del protocollo di laboratorio altrove dettagliato, con conclusioni del tipo: " ... Rinopatia cronica con de-regolazione cellulare in fase eosinofila (N.A.R.E.S.) ..." oppure: " ...Rinopatia cronica con de-regolazione cellulare in fase neutrofila (N.A.R.NE.) ...".

Si tratta di un aspetto importante poiche' e' piu' aderente alle attuali acquisizioni scientifiche e pone al riparo il Medico Citologo da equivoci facilmente prevedibili ingenerati dalla apparente discordanza nelle diagnosi condotte su uno stesso paziente in tempi successivi da uno stesso studio medico o da laboratori citologici differenti.

All'esame microscopico effettuato in casi di rinopatia, uno dei quadri citologici nasali piu' frequenti e' quello della metaplasia mucipara.

↓Vari aspetti funzionali di cellule epiteliali ciliate che si trasformano in cellule mucipare

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Le affinità tintoriali delle cellule metaplasiche mucipare (vedi sopra) non devono indurre il citologo non esperto in confusione con il Mastocita (↓)

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La Mieloperossidasi

Alla base di un quadro citologico di neutrofilia, quale si puo' osservare con frequenza nel corso di un Esame Citologico Nasale (ECN), esiste una rete di meccanismi biochimici e reazioni a feed-back assai ricca. Infatti, i precursori dei granulociti neutrofili che, allo stadio maturo, sono detti polimorfonucleati (PMN), possono essere incrementati da stimoli prodotti da altre cellule, ad esempio granulociti eosinofili. I PMN possono essere reclutati attraverso segnali chemiotattici, come il fattore chemiotattico per i neutrofili NCF-A o il leucotriene LTB4 , di origine mastocitaria, per essere poi attivati ed abilitati a generare metaboliti reattivi dell'O2 (ossidanti endogeni) in risposta a vari stimoli, incluse alcune citochine. Si sono dimostrate in grado di attivare i PMN, tra le altre, le seguenti citochine: IFN-g, GM-CSF, G-CSF, TNF, IL-1, IL-4, IL-6, IL-8.

L'attivazione dei PMN genera anione superossido (O-). Esso, sotto l'influenza della superossidodismutasi (SOD), viene convertito in perossido di idrogeno (H2O2). La formazione di ossidanti a livello respiratorio puo' essere incrementata dalla reazione dell'O2 in presenza di piccole quantita' di Ferro libero, ione metallico catalizzatore. La produzione di superossido, perossido di idrogeno e altri derivati reattivi dell'ossigeno, che sono tutti tossici, e' bilanciata dai sistemi antiossidanti cellulari. Il sistema NADPH gioca un ruolo importante sia nella riduzione dell'ossigeno che nella detossicazione dei metaboliti. Se i neutrofili si attivano durante la fagocitosi, essi manifestano un fenomeno molto interessante denominato respiratory burst (RB) (esplosione respiratoria) . Questo fenomeno e' preceduto da un breve periodo di latenza della durata di 30-60 secondi, necessario ad attivare il sistema NADPH-ossidasi, a riposo nei PMN quiescenti. La RB consiste in una serie di reazioni enzimatiche destinate a convertire l'ossigeno in vari metaboliti necessari al killing microbico. Durante la fagocitosi il consumo di glucosio attraverso la via metabolica per shunt degli esoso-monofosfati, che consente di rigenerare velocemente NADPH, aumenta fino al 3000 per cento del valore basale. Numerose proteine ad attivita' perlopiu' enzimatica microbicida o proteasica sono state individuate nei neutrofili. La lista e' oggetto di frequente aggiornamento.

Contenute nei granuli azzurrofili (primari), con funzione digestiva, sono state individuate:

-idrolasi acide -b-glicuronidasi -a-mannosidasi -arilsolfatasi -5'-nucleotidasi -proteasi acida (catepsina) -proteasi neutre -catepsina G -mieloperossidasi -proteine cationiche -lisozima -mucopolisaccaride acido. Contenute nei granuli specifici (secondari), con funzione infiammatoria, sono state individuate: -lattoferrina -lisozima -proteina legante la Vit B12 -gelatinasi -fattore chemiotattico monocitario -proteasi che scindono C3 e C5 -recettori per CR-3, C5a, legati alla membrana -formilmetil-leucil-fenilalanina -laminina -componenti di NADPH legati alla membrana per il sistema ossidativo -citocromo b-558

La ricchezza del corredo enzimatico dei PMN rende conto della fitta rete di interazioni che essi hanno dimostrato di poter realizzare. Per quanto riguarda la mieloperossidasi (MPO), essa e' in grado di catalizzare la ossido-riduzione rispettivamente di un substrato (organico od inorganico) con i perossidi (H2O2). Gia' nel 1920, Graham aveva osservato che la mielo-perossidasi, valutata con un metodo benzidinico, era carente in pazienti che manifestavano infezioni severe. Lo stato delle conoscenze che riguardano la MPO contenuta nei PMN si e' andata arricchendo nel corso del secolo scorso attraverso acquisizioni di notevole interesse sia per la comprensione della fisiopatologia di base che per la diagnosi e la prognosi di malattie assai diverse. Cio' ha amplificato le prospettive scientifiche di varie discipline biomediche quali la immuno/allergologia, la infettivologia, la otorinolaringoiatria, la cardiologia, la pneumologia, la gastroenterologia, la pediatria, la gerontologia, la genetica. La MPO e' un enzima contenuto nei granuli azzurrofili di neutrofili e nei lisosomi dei monociti dell'organismo umano. I monociti contengono solo un terzo circa rispetto alla quantita' di MPO presente nei neutrofili. Il ruolo principale della MPO e' il killing microbico, valutabile facilmente in laboratorio su schizomiceti o su cellule viventi di candida albicans (colorazione vitale con blu di metilene). Alcuni pazienti con deficit di questo enzima presentano alterazioni del killing ma il fatto di forte rilievo e' che la maggior parte di essi e' asintomatica. La condizione e' stata inizialmente ritenuta molto rara (soltanto 15 casi segnalati prima del 1970). Tuttavia, le tecniche moderne di laboratorio hanno permesso agli studiosi di scoprire che la deficienza di MPO e' in realta' piu' comune di quanto descritto in precedenza anche se di rilevanza clinica finora considerata scarsa. Durante la RB, il materiale contenuto nei granuli e' rilasciato nei fago-lisosomi, consentendo al contenuto di venire a contatto con il target. E' stato segnalato dagli studiosi che il deficit di MPO prolunga la RB (effetto di chiusura della RB da parte della MPO). Le acquisizioni scientifiche del secolo scorso hanno dimostrato che MPO catalizza la conversione del perossido di idrogeno e ioni cloruro (Cl) in acido ipocloroso. L' acido ipocloroso (varechina) si e' dimostrato 50 volte piu' potente nell'uccidere i microbi rispetto al perossido di idrogeno. Dal punto di vista biochimico, la MPO appartiene alla classe enzimatica delle emoproteine. E' una glicoproteina etero-dimerica di circa 150 kd, con struttura del tipo α2/β2. Le due subunita' a e β hanno un peso molecolare di circa 55 e 15 kd, rispettivamente. La sintesi della mieloperossidasi e' stata correlata alla attivita' di un gene situato sulla banda 17q 22-23 ed avviene nel midollo osseo, durante gli stadi primordiali di differenziazione della linea mieloide. La MPO e' espressa specificamente nel corso della costituzione dei promielociti, stadio in cui si formano i granuli azzurrofili. La mieloperossidasi si ritrova nelle cellule mieloidi mature, divenendo il maggior costituente dei granuli azzurrofili dei PMN. La MPO e' immagazzinata nei granuli neutrofili dei polimorfonucleati e nei macrofagi, ma non e' espressa nei linfociti, nelle piastrine e negli eritrociti. Poiche' MPO e' capace di catalizzare reazioni ossido-riduttive riducendo il perossido di idrogeno (H2O2) nonche' di ossidare, parallelamente, i substrati organici ed inorganici, possono derivarne effetti benefici, come la inattivazione dell'ossido nitrico (NO) che si sviluppa in corso di flogosi (effetto tamponante) o il killing microbico attraverso la formazione di HOCl (acido ipocloroso) che distingue la MPO umana da quella degli altri mammiferi nei quali dimostra una ridotta o assente capacita' ossidante nei confronti degli ioni Cl-. La MPO puo' anche aiutare a proteggere il DNA contro il danno risultante dalla produzione dei radicali dell'ossigeno nel corso della vita cellulare. Puo' esistere carenza di MPO, sia congenita, in forma anche parziale, che acquisita. Quest'ultima condizione puo' essere transitoria. La manifestazione clinica (infezioni) di un deficit di MPO e' molto favorita dalla coesistenza della malattia diabetica. Peraltro, e' noto da tempo che una eccessiva produzione di sostanze potenzialmente tossiche, da parte dei PMN, puo' favorire lo sviluppo di malattie infiammatorie. Inoltre, e' stata indicata una correlazione diretta fra i livelli di mieloperossidasi nel siero ed il rischio cardiaco. Di conseguenza, alcuni Autori hanno posto provocatoriamente il problema se la carenza di mieloperossidasi sia da considerare un rischio od un beneficio. In realta', in base ai dati ricordati, e' del tutto evidente l'importanza di un efficiente equilibrio funzionale fra l'attivita' della MPO e quella dei sistemi anti-ossidanti che richiedono principalmente una buona scorta di NADPH. Sono in commercio anticorpi monoclonali, quale, ad esempio, CLB-MPO-1 (Instrumentation Laboratory Immunotech MPO-PE) che riconosce la mieloperossidasi umana intracellulare ma anche il suo precursore che e' enzimaticamente inattivo. Inserita cosi' nell'ambito funzionale sopra riassunto della complessa rete di interazioni che le competono, la MPO evidenziata con la tipica colorazione scura espressa dalle cellule positive al test, verificata nel presente lavoro attraverso la semplice metodica cito-enzimatica illustrata, non rappresenta soltanto una risposta alla domanda circa la presenza della proteina corrispondente alla MPO ma ci ha informato anche sulla normalita' della sua attivita' funzionale. Se consideriamo la ricchezza del patrimonio enzimatico granulare dei PMN e la dimostrata inter-connessione fisio-patologica delle vie aeree l' ECN integrato con il test per la MPO puo' consentire, dove richiesto, attraverso il quadro microscopico nasale, di ottenere agevolmente informazioni diagnostiche e predittive anche su quello bronco-polmonare. E' da sottolineare che proprio nella popolazione occidentale e' elevata la prevalenza di Bronco-pneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO). Tra le abitudini sotto accusa, il fumo di sigaretta ha la capacita' di generare H2O2 . La risposta immuno-flogistica in questi pazienti e' caratterizzata proprio dalla attivazione dei granulociti neutrofili reclutati dai segnali citochinici emessi nella rete del sistema immune. Gli studi di istopatologia condotti nella BPCO hanno mostrato un significativo aumento della quantita' di PMN nelle vie aeree polmonari, sia in fumatori con BPCO conclamata che in fumatori con normale funzionalita' polmonare. Questo dato e' tanto piu' interessante se si correla agli studi epidemiologici che hanno evidenziato un rapporto inverso tra il numero di neutrofili circolanti ed il FEV1. Un elemento di ulteriore interesse e' quello relativo alla migrazione di cellule immunitarie attraverso vari organi ed alla conseguente idea di Sistema Immunitario cio' di insieme funzionale di cellule non localizzato ma diffuso nell'organismo. Pertanto, i dati ottenuti attraverso l'ECN si mostrano in grado di fornire informazioni relative a cellule che provengono da altri organi, non soltanto appartenenti all'apparato respiratorio, ma anche lontani come ad esempio il tubo gastro-intestinale il che, insieme all'agilita' di accesso all' ECN, autorizza a ritenere di notevole interesse strategico tale metodologia in diverse aree della pratica clinica. La tecnica diagnostica cito-enzimatica della Mielo-perossidasi (MPO), verificata in questo lavoro su pellicole cellulari da prelievi nasali, consente di integrare l'esame citologico standard con informazioni funzionali relative alla attivita' effettiva dei granulociti neutrofili attraverso la dimostrazione della presenza, di un deficit o dell'assenza funzionale della MPO.

Inoltre, le metodiche cito-enzimatiche, come il test qui descritto per la MPO, se ben utilizzate, superano in contenuto informativo le piu' sofisticate (e costose) tecniche che abbinano ad esempio l'uso di anticorpi monoclonali specifici alla immuno-fluorescenza, in quanto, a differenza di queste ultime, quelle cito-enzimatiche consentono di chiarire, in modo convincente, non soltanto se le proteine indagate sono presenti, ma anche l' aspetto funzionale dell'attivita' enzimatica normalmente attesa.

Esame citoenzimatico nasale ...

Nella immagine (sopra) si possono osservare granulociti neutrofili. Con la reazione cito-enzimatica per mieloperossidasi (MPO) le cellule risultano colorate intensamente di bruno quando l'enzima è normalmente presente.

Un'altra evenienza assai frequente nella pratica allergologica e' il caso in cui un Medico Oculista classifica un paziente come affetto da da congiuntivite "allergica" prima di chiedere il "conforto" di un Medico specialista Allergologo.

LA CITOLOGIA DELL'OCCHIO

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Sopra: immagini citologiche congiuntivali di adesione microbica; quadro neutrofilo (a dx)

Molti pazienti con disturbi agli occhi, oltre alla visita del loro Oculista, richiedono un preciso studio da parte dell'Allergologo. Un buon Allergologo e' in grado di chiarire, in tempi brevi, se i disturbi oculari di un paziente "etichettato" come "congiuntivite allergica" siano realmente correlabili a una specifica allergia oppure no. L' uso generico dell'aggettivo "allergico", sia da parte di pazienti che di molti medici, puo' generare errori di valutazione le cui conseguenze non mancano di dimostrarsi svantaggiose sia per gli uni che per gli altri. Sarebbe il caso che si affidasse all'Allergologo di fiducia, piu' spesso di quanto non e' abitualmente fatto, la decisione sulla scelta delle indagini diagnostiche da effettuare. Ad esempio, non e' razionale etichettare come "allergica" una congiuntivite prima ancora che il paziente sia stato visitato e - contestualmente - testato dall'Allergologo. Nella immagine: una congiuntivite cronica, caratterizzata da ipertrofia dei follicoli linfatici della congiuntiva dell'occhio, non e' necessariamente di natura "allergica". In casi come quello illustrato, il grattamento cronico puo' determinare - da solo - la patologia.

A questo scopo, e' importante la specifica indagine di correlazione fra un quadro di indubbia congiuntivite e la sensibilizzazione ad un allergene da considerare innocente, indiziato oppure, a seconda dei casi, certamente responsabile dello specifico problema di quel paziente. La citologia allergologica e' utile perche', all'esame microscopico, la prevalenza di un tipo di cellule rispetto ad un altro orienta una corretta diagnosi e. di conseguenza, la cura migliore per quel paziente.

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Cellule normali dell'epitelio della congiuntiva palpebrale ↑ e bulbare ↓

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Esame citologico congiuntivale (sotto): sono evidenti (colore rosso chiaro, materiale nucleare scuro) tre spore di blastomiceti (Candida spp) ↓

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LA CITOLOGIA DELL'ESPETTORATO

L'esame citologico puo' essere condotto facilmente anche sull'espettorato prodotto spontaneamente dal paziente (od eventualmente indotto mediante aerosol salino ipertonico al 3%). Anche in questo caso, l'esame si dimostra utile per l'orientamento diagnostico.

Nelle immagini successive, varie tipologie cellulari all'esame microscopico su campione da espettorato spontaneo:

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Nella pratica della Citologia l'Allergologo valuta, grazie alla attenta osservazione delle cellule presenti e delle caratteristiche del caso in esame, i meccanismi biologici alla origine della patologia attiva nel singolo paziente. Risultati analoghi possono essere ottenuti, ma in modo molto piu' complesso, in poche e costose strutture sanitarie, attraverso il dosaggio delle sostanze originate nel sistema immunitario (citokine) e circolanti nel sangue del malato.

Per questi motivi, in Allergologia l'esame citologico e' ormai insostituibile.

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La DIETA DIAGNOSTICA

Nel caso di una sospetta allergia oppure di una intolleranza alimentare, le sostanze che possono scatenare una allergia potranno essere testate crude o cotte, solide o liquide ma, comunque, saranno sempre non-digerite.

Questo fatto, apparentemente banale, influenza i risultati delle prove allergologiche nel senso che esse possono produrre due possibilita' di errore:

a. Il test e' falsamente negativo. In questo caso il paziente, assumendo un alimento sospetto, ha dei disturbi ripetibili e correlabili al consumo di quell'alimento, pur riscontrandosi la negativita' per il test condotto con il medesimo cibo.

b. Il test e' falsamente positivo. In altre parole, il paziente non avverte ne' presenta alcun problema dopo il consumo dell'alimento in questione che, d'altra parte, determina una reazione, a volte vivace, ai test allergologici cutanei.

Per questi motivi, e' di fondamentale importanza confermare i test alimentari con un programma dietologico a scopo diagnostico. Cioe', occorre inviare un segnale, il piu' chiaro possibile, a quell'organismo per chiedere in modo inequivocabile: "Che succede se si modifica la qualita' della alimentazione?"

E' importante che, una volta concordata la dieta ristretta (per qualita', ma non per quantita' di alimenti) il paziente collabori in modo preciso, ossia si attenga fedelmente a quanto concordato per un periodo sufficiente indicato dall'allergologo.

Un esempio di dieta diagnostica qualitativamente ristretta, ma estesa il piu' possibile allo scopo di favorire la collaborazione da parte del paziente, e' il seguente:

Dieta diagnostica - antiallergica

Per almeno due settimane consumare soltanto pasti preparati con i seguenti ingredienti:

Colazione: Te', latte di Riso, Caffe', Riso soffiato (anche in gallette), Ananas fresco, Mela cotta sbucciata, Zucchero, Acqua.

Pranzo: Riso, Crema di riso, Patate, Sale, Olio di oliva, Carni tritate a scelta fra quelle indicate a cena, Bietole.

Cena: Carne di Agnello, Tacchino, Coniglio, Cavallo, Manzo, Vitellone, Carote, Patate, Lattuga, Olio di oliva, Sale.

N.B.: Le patate possono creare qualche problema specialmente ai soggetti con eccesso di gas intestinali. Non e' consentito aggiungere altri ingredienti.

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LA DIAGNOSTICA MOLECOLARE

I metodi diagnostici condotti sul siero del paziente alla ricerca di IgE circolanti specifiche per singole molecole contenute nella materia allergenica sospetta, di III livello nella prassi allergologica, rappresentano un mezzo di documentazione formale di una sensibilizzazione. In casi selezionati hanno importanza ai fini prognostici e nella valutazione del rischio di anafilassi. La tabella seguente riassume sinteticamente le attuali conoscenza sull'argomento:

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L'allergologia molecolare attualmente non trova un riscontro altrettanto selettivo in tutti i prodotti disponibili oggi per la Immunoterapia Specifica. Per il suo alto costo, sarebbe bene fosse prescritto e deciso dal medico specializzato in problemi allergologici.

Per quanto riguarda la diagnostica di laboratorio, una tipologia di indagine secondo noi poco valorizzata e' rappresentata da test funzionali di facile esecuzione quali la valutazione della Fagocitosi, del Killing, della Chemiotassi dei leucociti, facilmente realizzabili in laboratorio a partire da sospensioni cellulari selezionate.

I TEST PER I FARMACI

L'originario significato del termine "allergia" = "reazione strana" si va oggi perdendo in quanto la "stranezza" non puo' piu' essere tanto riferita ad una anomala reattivita' del soggetto umano quanto alla innaturale composizione di sostanze chimiche utilizzate dalla industria alimentare e da quella farmaceutica. Tanto piu' queste sostanze si allontanano dalla normale materia biologica mediamente tollerata dalla popolazione umana, tanto piu' probabile e' che questa popolazione reagisca alla introduzione nei propri organismi di tali innaturali componenti.

Per quanto riguarda la intolleranza o la allergia vera e propria ai farmaci, l'Allergologo deve raccogliere la storia delle reazioni manifestate dal paziente dopo la assunzione di farmaci, chiarire di quali farmaci si tratti e quindi procedere al test con un farmaco per volta, preso a piccole dosi successive durante un test di durata sufficiente, e scelto in base al suo basso rischio allergico ed alla indicazione richiesta.

I farmaci che piu' spesso portano il paziente al pronto soccorso o/e dall'allergologo sono: anti-biotici beta-lattamici (penicilline e cefalosporine), anti-infiammatori non steroidei (naprossene, acetil-salicilato, ketoprofene), ipotensivi (ace-inibitori, calcio-antagonisti), statine ipolipemizzanti.

Il DM 4/2017 (Lorenzin) prescrive i test di tolleranza ai farmaci soltanto in ospedale con la presenza di un medico rianimatore.

La medicina alternativa o complementare

Per quanto riguarda la medicina alternativa o complementare, e' bene ricordare che essa trova la sua dignitosa collocazione nel settore Bellezza-Benessere. In questo ambito puo' essere di aiuto agli operatori interessati al fine di orientare i percorsi destinati a migliorare le performance psico-fisiche degli utenti. Al contrario, questo settore della medicina non puo' considerarsi utile agli scopi clinici, diagnostici e terapeutici della Clinica medica poiche' non e' risultato in grado di pervenire a diagnosi correlate al reale stato di salute del paziente ne' di ottenere diagnosi attendibili, cruciali per interrompere la evoluzione di malattie effettivamente presenti in un organismo. Il risultato della attivita' professionale di un Medico non puo' essere un danno per il Paziente. Nella slide che segue, e' riportato un elenco (parziale) dei metodi utilizzati nel settore della medicina alternativa da diverse categorie di operatori della salute (medici estetici, farmacisti, nutrizionisti et cetera):

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LA CURA DELLE ALLERGIE

L'obiettivo che il Medico, nelle sue prescrizioni, non deve mai perdere di vista, e' quello di esaltare il valore della Vita in generale e, in particolare, della qualita' dell' esistenza della Persona che gli ha chiesto con fiducia il suo aiuto professionale. Lo stato di salute deve essere il valore di riferimento del metodo scelto per la cura di una persona.

La tabella di Karnofsky (modificata), col suo facile punteggio da 0 a 100, valuta lo Stato di Salute. Essa puo' rappresentare una guida efficace:

PUNTEGGIO CONDIZIONI della PERSONA ATTIVITA' di LAVORO SINTOMI DISFUNZIONI
100 eccellenti libera assenti assenti
90 buone normali lievi lievi
80 mediocri faticosa moderati segni di malattia
70 autosufficiente incapace marcati malattia evidente
60 assistenza occasionale incapace marcati malattia evidente
50 assistenza frequente incapace cure a domicilio frequenti
40 assistenza sociale invalido cure specialistiche a domicilio
30 gravi morte non imminente ospedalizzato
20 molto gravi terapia intensiva ospedalizzato
10 moribondo pre-terminale
0 morto

La cura delle allergie e' una strategia che coincide col concetto di de-sensibilizzazione. Si tratta di ridurre la iper-sensibilita' dimostrata dal paziente verso specifiche sostanze.

Come ogni strategia, termine preso in prestito dall'arte militare, anche in Allergologia la cura del paziente deve essere una tecnica utile ad "individuare gli obiettivi, elaborare le linee di azione e predisporre i mezzi per ottenere il miglior risultato con il minor sacrificio". le armi a disposizione attualmente sono tre:

1. PREVENZIONE

2. FARMACOTERAPIA

3. IMMUNOTERAPIA SPECIFICA (vaccino antiallergico)

L'Allergologo deve essere un benefico Stratega ed avvalersi di ogni mezzo scelto con la intelligenza dello scopo. Le sue doti migliori da sviluppare, in collaborazione e non in contrasto con il paziente, sono: la capacita' di prevenire i problemi, la attenzione nella analisi degli imprevisti e la velocita' nel prendere la decisione piu' utile di fronte agli eventi.

Pare chiaro che questo non corrisponde alla semplice prescrizione di "un anti-istaminico quando si sta male".

Tutti i pazienti, a qualunque eta', devono curarsi bene, nei limiti della Scienza Medica, affinche' siano resi piu' liberi dalla malattia.

Un problema spesso sottovalutato e' rappresentato dal rischio di essere punti da insetti imenotteri, che, per un allergopatico, si aggrava notevolmente. Diversi lavori scientifici dimostrano che, in caso di morti per causa ignota, una notevole percentuale dei soggetti presentava segni sierologici di iper-sensibilita' al veleno di imenotteri.

Semplici precauzioni generali per non essere punti dagli Imenotteri aculeati:

Gli individui allergici alle punture di Imenotteri devono seguire alcune semplici precauzioni per evitare di essere punti.

• Spruzzare insetticidi nei luoghi coperti dove piu' facilmente possono circolare vespe e api, specialmente, vicino ai bidoni delle immondizie.

• Se nidi di Polistes o di vespe vengono scoperti all'inizio della stagione cercare di eliminarli subito.

• Se si individua un nido di Polistes in estate spruzzarlo di insetticida al mattino presto quando gli insetti sono piu' intorpiditi dalle temperature notturne. Coprirsi adeguatamente tutto il corpo in modo da evitare punture. Ricorrere ad esperti per i nidi di Vespula o di Calabrone.

• In caso di picnic o di pranzi all'aperto coprire adeguatamente i cibi e le bevande. Vespule ed api possono essere attirate dagli odori di cibo. Controllate sempre cibi e bevande prima di consumarli.

• Tenere i rifiuti in sacchi chiusi ermeticamente e disfarsene appena possibile specialmente in estate e all'inizio dell'autunno

• Se una vespa o un ape si posa su di voi cercate di mantenere la calma ed evitate movimenti troppo bruschi. L'insetto non ha nessuna intenzione di pungervi.

• Movimento bruschi possono causare reazioni di attacco da parte degli insetti, specialmente in vicinanza di nidi

• In caso di puntura cercare di allontanarsi il piu' velocemente possibile, ma con la massima calma, dal luogo della puntura.

• Molti insetti assomigliano ad un'ape o ad una vespa ma non sono affatto velenosi, cercate quindi di mantenere la calma nel caso uno di questi insetti entrasse in casa vostra.

• Se un insetto riconoscibile come un ape o una vespa entra in un veicolo in moto, mantenere la calma, accostare il veicolo ai margine della strada dopo le opportune segnalazioni, e a quel punto cercare di far uscire l'insetto dai finestrini. Nel caso che l'insetto cerchi invano di uscire dal parabrezza anteriore o dal vetro posteriore cercate di coprirli dall'esterno con un panno. Gli insetti cercano di fuggire in direzione della luce. Eventualmente una bomboletta di insetticida puo' essere tenuta in macchina per tali evenienze.

• Se viaggiate in moto cercate di essere sempre adeguatamente coperti, se viaggiate in bici indossate vestiti aderenti.

• Eliminate i frutti caduti dagli alberi e fate attenzione se cogliete frutti: essi possono attirare tanto vespe e calabroni quanto api. Prestate attenzione ai cespugli in fiore che sono visitati da api e bombi

• Poiche' profumi, lacche per capelli, creme abbronzanti ecc possono attarre insetti essi dovrebbero essere evitati. Evitare anche di indossare abiti molto scargianti, colorati e troppo ampi che possono attrarre o intrappolare insetti. Se fate passeggiate in natura proteggersi adeguatamente i piedi. Le lozioni anti-zanzare non sono efficaci contro gli Imenotteri

• Se fate vita e turismo all'aperto nei mesi estivi cercate di essere sempre accompagnati

• Tenersi lontani dagli alveari specialmente se il tempo e' brutto o ventoso

• Portate con voi il Kit per il trattamento di emergenza ed eventualmente un biglietto che informi sulla vostra situazione di potenziali allergici nel portafoglio.

• Trappole per vespe da utilizzarsi nella stagione in cui questi insetti sono piu' numerosi possono essere acquistate da venditori specializzati oppure costruite in casa con bottiglie di plastica con fori di 2 cm a meta' della loro lunghezza e dell'acqua leggermente saponata sul fondo. Come esca vanno usati pezzettini di carne o di pesce sospesi con un filo all'interno della bottiglia o dell'acqua zuccherata.

Strategia terapeutica dopo puntura di Imenotteri:

Le reazioni alle punture di Imenotteri possono essere molto gravi ed in alcuni casi anche mortali se non viene effettuato un tempestivo intervento. E' quindi indispensabile che la persona che ha avuto una reazione generalizzata o una reazione locale estesa si rivolga ad un centro allergologico specializzato per impostare una corretta diagnosi e quindi, in base alla gravita' della reazione riportata ed al grado di rischio del soggetto, stabilire la strategia preventivo-terapeutica.

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In casi selezionati verra' consigliata l'immunoterapia con estratti purificati di veleno. L'immunoterapia e' l'unico trattamento in grado di garantire una protezione completa in caso di nuova puntura, permettendo al paziente allergico al veleno di imenotteri di condurre vita normale. L'immunoterapia specifica con veleno di imenotteri e' protettiva nel 95-98% dei pazienti trattati.

Tutti i soggetti con accertata allergia al veleno di imenotteri, anche quelli che hanno avuto reazioni locali estese, devono sempre portare con se' un preparato a base di adrenalina per auto-somministrazione (auto-iniettore di adrenalina, Jext, Fastjekt) da impiegare prontamente in caso di precoce comparsa di sintomi gravi, e cioe':

• a tipo edema della glottide (sensazione di costrizione alla base della lingua con difficolta' a deglutire, cambio del tono della voce o difficolta' a respirare) oppure:

• sintomi cardiovascolari (disturbi della vista, vertigini, calo della pressione), oppure:

• asmatici (tosse, fischio, difficolta' a respirare), oppure:

• a tipo angioedema viscerale (forti dolori a livello gastrico e/o addominale, vomito diarrea).

L' autoiniettore di adrenalina permette di somministrare il farmaco per via intramuscolare nel giro di pochi secondi, anche a chi non ha dimestichezza con l'uso di siringhe e fiale ed e' magari molto agitato. Non e' necessario che venga tenuto in frigorifero: deve essere portato con se' ma non deve essere lasciato in automobile soprattutto al sole.

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Quanto prima l'adrenalina e' somministrata, alla comparsa dei primi sintomi, tanto maggiore ne e' la efficacia. Cortisonici ed antistaminici, anche se somministrati endovena, non agiscono abbastanza velocemente. La tachicardia e' un effetto collaterale normale e di breve durata. Dopo l'autosomministrazione della adrenalina il soggetto deve comunque ricorrere ad un pronto soccorso o guardia medica, perche l'adrenalina ha una azione rapida ma anche di breve durata.

In rari casi di aritmie cardiache e coronaropatie di una certa gravita' ci puo' essere una controindicazione all' uso di adrenalina: dunque, e' necessario un consulto cardiologico.

Altre precauzioni generali per non essere punti (Calabrone):

• I calabroni possono essere particolarmente aggressivi quando la colonia e' disturbata ma difficilmente attaccano l'uomo lontano dal nido a meno che non si sentano in grave pericolo. E' bene quindi essere cauti in vicinanza di nidi di cui si sa con certezza l'ubicazione o in luoghi dove questi insetti possono stabilire le loro colonie (alberi cavi, specialmente ulivi, piccole costruzioni come pozzi coperti, casotti per la caccia ecc., o mansarde e sottotetti poco praticati, grossi comignoli, intercapedini dei muri.).

• In caso di puntura cercare di allontanarsi velocemente per evitare una possibile difesa collettiva della colonia innescata dal veleno della prima vespa.

• Dato che i calabroni, come anche altri imenotteri, sono molto attratti da frutta matura, e' raccomandabile prestare attenzione durante la raccolta. In taluni casi le vespe possono penetrare all'interno del frutto per asportare la polpa.

• I calabroni sono le uniche vespe che possono volare di notte, specialmente durante le notti di luna piena. In questo caso possono essere attratte da luci e lampioni ed entrare nelle case o disturbare cene all'aperto durante le serate di agosto e settembre

Altre precauzioni generali per non essere punti (Ape):

• Non e' prudente passare davanti alle arnie ne' avvicinarvici in caso di vento o pioggia.

• I colori scuri, gli odori forti (ed in particolare quello dei mammiferi) possono indurre le api all'aggressione

• Profumi intensi possono attrarre le api.

• Se si e' punti abbandonare velocemente la zona attorno all'alveare.

• Api e vespe ricercano attivamente sostanze zuccherine e acqua. Non camminare a piedi scalzi nei prati o in giardino e prestare la massima attenzione mentre si cammina sui bordi delle piscine in giornate molto calde.

Altre precauzioni generali per non essere punti (Vespula):

• Non disturbare mai deliberatamente un nido di vespe. Nel caso cio' accadesse allontanarsi velocemente, possibilmente senza movimenti inconsulti.

• Quando sono disturbate le vespe dirigono i loro attacchi di preferenza verso oggetti scuri.

• Puo' essere importante, percio', indossare indumenti chiari ed essere coperti durante escursioni in luoghi dove sono riportate molte vespe e, in generale, in campagna o in montagna

• Se una vespa isolata si posa o vola vicino a voi non farsi prendere dal panico; rimanere calmi anche se fortuitamente essa dovesse rimanere impigliata nei capelli. Piuttosto che rischiare una puntura alle mani e' meglio fare in modo che essa si liberi da se' e voli via.

• Se una vespa entra in auto fermarsi immediatamente dopo le opportune segnalazioni e far uscire l'insetto dal veicolo o catturarlo con un panno o un fazzoletto per poi liberarlo.

• Quando si viaggia in moto vestirsi adeguatamente per evitare che insetti in volo possano rimanere intrappolati in vestiti ampi e scollati.

• Le Vespule sono molto attratte da sostanze zuccherine ma anche, a differenza di Calabroni e Polistes, da particolari alimenti quali carne e pesce. E' bene quindi prestare molta attenzione in luoghi come mercati, ristoranti all'aperto ecc.. Nei picnic (specialmente in Agosto- Settembre) evitare si sostare vicino a cestini dei rifiuti. Nel caso vespe volino nei pressi coprire i cibi e le bevande ed accertarsi che non vi siano sopra insetti prima di portarli alla bocca.

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In tutto il mondo, attualmente una strategia intelligente per la cura degli allergopatici si fonda su tre mezzi:

1. La PREVENZIONE ALLERGOLOGICA. Spesso in contrasto con i "mezzi di comunicazione di massa", consiste nel limitare al minimo la esposizione ad allergeni, specialmente quelli ai quali il paziente risulti sensibilizzato (allergeni spesso in causa sono i pollini, semi di piante "anemofile", cioe' che affidano al vento la propria riproduzione, escrementi di acari, spore di muffe, glicoproteine del sebo di animali domestici fra i quali il gatto si dimostra allergenicamente molto potente). Anche componenti di additivi alimentari, detersivi, profumi, particelle di lattice di gomma, farmaci, rappresentano una frequente causa di sensibilizzazione e di spinta del sistema immunitario a scivolare verso l'anomala reattivita' allergica, a volte veramente pericolosa.

.← alla parietaria basta pochissimo per vegetare. Il suo polline, del diametro di circa 10 micron, è facilmente asmogeno.

La pollinazione dell'olivo (primavero-estiva) ha una stagionalita' opposta al cipresso (invernale).

Sotto: cipresso in fiore. Notare le antere gonfie di polline, osservato al microscopio:

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E' facile da verificare il benessere che avverte un soggetto, allergico a pollini oppure a spore, quando si chiude in un ambiente nel quale l'aria sia trattata con filtri anti-polline che corredano utilmente i moderni climatizzatori ambientalin. Il polline, tra l'altro, raggiunge il massimo della sua presenza nell'aria nelle ore notturne e nelle prime del mattino, cioe' proprio quando l'allergico e', per forza di cose, chiuso da qualche parte, a letto. Un altro esempio di come sia piu' conveniente utilizzare una logica convincente basata sui fatti e' rappresentato dalla allergia agli acari domestici. Questi artropodi microscopici, nutrendosi prevalentemente di forfora (altrimenti non si chiamerebbero dermatofagoidi), vivono alla superficie dei cuscini e di altri componenti dell'arredo domestico. Pertanto, e' molto piu' efficace predisporre un rivestimento che impedisca, da una parte, all'acaro di nutrirsi e quindi di produrre allergene e, dall'altra, al paziente di respirarlo. Cio' si attua, piu' che sostituendo il guanciale del letto, ricoprendolo, sotto la normale federa, con una federa antiallergica in microfibra, facilmente lavabile e poco costosa. Le glicoproteine fecali dell'acaro della polvere di casa rappresentano uno degli allergeni che determinano piu' sensibilizzazioni nella popolazione del mondo occidentale proprio per le caratteristiche di comfort delle abitazioni moderne. Spesso si registra in esse una scarsa ventilazione che, insieme ad un eccesso di temperatura, consente condizioni ottimali di riproduzione per gli acari.

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Nel campo respiratorio (riniti, broncopatie ostruttive) sono da tener presenti importanti fonti allergeniche come le muffe (V. figure sotto).

In presenza di umidita', le muffe si sviluppano rapidamente anche in ambiente domestico.

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Una muffa di colore verdastro (Cladosporium) si sviluppa facilmente sugli agrumi. Spore osservate al microscopio, a diversi ingrandimenti. (Archivio Studio Medico Sansone)

Le particelle microscopiche (spore), liberate dalle muffe nell'aria, sia in ambienti chiusi (abitazioni) che all'aperto (vegetazioni), sono di dimensioni (poche decine di micron) e funzione (riproduttiva) analoghe a quelle dei granuli pollinici delle piante anemofile. In presenza di una sintomatologia respiratoria con stagionalita' variabile, e' bene considerare la possibilita' di una sensibilizzazione allergica alle spore di una muffa.

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Il latte di asina rappresenta una alternativa, preferibile al latte di soia, nei soggetti per i quali il latte di mucca risulti allergizzante oppure qualora manchi la disponibilità di latte materno.

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2. LA FARMACOTERAPIA ANTIALLERGICA è condotta con cicli di almeno 30 giorni, ripetibili ai primi sintomi di recidiva. E' preferibile utilizzare, quando e' possibile, l'uso di farmaci efficaci per via locale (colliri da instillare nel fornice congiuntivale inferiore, spray da somministrare nelle vie respiratorie). Questo approccio interferisce con la sequenza allergica agendo sul tessuto immunologico (M.A.L.T.) presente nelle mucose piu' esposte all'ambiente esterno. Per quanto riguarda la patologia respiratoria bronco-ostruttiva, prima di somministrare la terapia adatta, disponibile con una ampia possibilita' di scelta di perfezionati dispositivi che rendono sempre piu' facile la somministrazione del farmaco, e' fondamentale diffondere la pratica della misurazione del respiro (spirometria) come e' stato, a suo tempo, per la misurazione della pressione arteriosa nel campo della malattia ipertensiva (sfigmomanometria) ↓

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3. IL VACCINO ANTIALLERGICO puo' essere somministrato, con eguale efficacia, per via iniettiva sottocutanea (SCIT) o per via sublinguale (SLIT). La efficacia della immunoterapia specifica antiallergica e' ormai assodata, tanto che la SLIT per polline (per il momento limitatamente a quello delle graminacee) e' prescrivibile a carico del sistema sanitario nazionale.

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4. LA TERAPIA NON MEDICALIZZATA. Se in un organismo esiste una funzione debole questa non deve essere messa in soffitta, al contrario, deve essere esercitata, e non poco. Meglio se il paziente diviene il protagonista della sua riabilitazione; ne sono un esempio i protocolli di trattamento dei soggetti che, dopo un infarto cardiaco, sono, dopo pochi giorni, sottoposti a una fisioterapia e ad un progressivo cardio-fitness.

Nel campo pneumologico, un soggetto asmatico puo' considerare di migliorare la propria performance respiratoria sviluppandola nello sport, gradualmente. Anche l'uso quotidiano di uno strumento a fiato nel quale produrre un continuo esercizio di respirazione contro resistenza puo' essere molto utile.

A questo scopo, il Saxofono e' uno strumento eccellente:

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